Tibullo o dell’amore impossibile

Un esempio di amore impossibile e infelice è, senza vagare molto con la fantasia, quello di cui sono protagoniste molte coppie in questo periodo.

È l’amore ai tempi del Coronavirus che è causa di un’infelicità molto più duratura di quella generata da una discussione o anche da un più acceso litigio perché, in questi casi, come anche molti film ci hanno tramandato, se è vero amore, le rose continueranno a fiorire. Infatti, nonostante ogni volta sembri che l’ennesima litigata sia la goccia che farà traboccare il vaso, dopo appena dieci minuti, regalato un mazzo di fiori alla propria amata o fattosi trovare sotto il suo balcone a mo’ di novello Romeo per invocare il suo perdono, si è di nuovo insieme più forti di prima. 

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Il nostro vero nemico: la paura

“Sono partiti prima della mezzanotte. Nonostante le grida che proibivano di lasciare la città e minacciavano le solite pene severissime, come la confisca delle case e di tutti i patrimoni, furono molti i nobili che fuggirono da Milano per andarsi a rifugiare nei loro possedimenti in campagna.”  “Il giorno successivo alla processione si moltiplicano i casi di peste, ma invece di cercare la causa nel contatto tra la gente, si dà la colpa agli untori. I lazzaretti si affollano al limite della loro capacità e nella confusione generale si moltiplicano le violenze commesse dai birrai e dai monatti. Cresce anche la pazzia generale e la psicosi dell’unzione.” Peste del 1630. [A. Manzoni, Promessi Sposi

    Diciamo di studiare il passato per evitare di commettere gli stessi errori in futuro ma quando è proprio il nostro futuro ad essere in ballo non c’è insegnamento che regga. Quando è la paura a regnare, tutto il processo di evoluzione che abbiamo affrontato scompare, ritorniamo allo stato animale e, proprio come in quella tanto citata peste di manzoniana memoria, torna il caos. L’uomo, per quanto possa evolversi, possa erudirsi, davanti alla propria fragilità perde il senno e la ragione, vede solo la propria sopravvivenza.

Oggi, marzo 2020, per quanto assurdo, le distinzioni tra l’uomo contemporaneo e l’uomo medievale si annullano. Chiamiamola peste, chiamiamolo corona virus, è lo stesso, è qualcosa a cui non siamo pronti e non saremo mai pronti: sentirci deboli.

Siamo in guerra ma non sappiamo chi sia il nemico, nella pazzia generale chiunque ci starà intorno diventerà oggetto della nostra rabbia e sarà fonte della nostra paura.  Una guerra diversa, senza proiettili, senza scudi, dove a ferire è proprio ciò che ci fa stare meglio, gli abbracci e i gesti d’affetto.

Alessia Molinari IV A Pl.

XL: ad ogni notizia la giusta misura

Chissà quante volte vi sarà capitato. Tornare da scuola, pranzare e mettersi sul divano, in soggiorno. È il momento più rilassante della giornata: dopo le lunghe cinque (o più) ore di lezione, finalmente si torna a casa e, prima di ricominciare a maneggiare i testi scolastici per svolgere i compiti pomeridiani, ci si stende sul divano e distrattamente si guarda la TV.
La TV sta trasmettendo un telefilm che parla di scuola. Quelle incredibili scuole americane, con le cheerleaders, i giocatori di football, il ballo di fine anno, gli armadietti nei corridoi e in mezzo al fiume di studenti ciondolanti ne vedi arrivare sempre uno che si guarda attorno, con la matita sull’orecchio, la macchina fotografica al collo e un taccuino in mano. Continua a leggere “XL: ad ogni notizia la giusta misura”

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