Benvenuti nella giungla di Tedua

Mowgli sta affrontando Shere Khan, la sua acerrima nemica, per porre finalmente fine a tutte le sofferenze che il feroce animale gli ha recato. La parte di Mowgli è interpretata da Mario, che è l’attore protagonista di questa storia ambientata nella giungla. Ma non nella giungla indiana narrata nel “Libro della Giungla”; bensì nella giungla urbana, la strada, dove al posto di alberi ci sono i palazzoni e al posto di fiumi ci sono distese di cemento e i pericoli non sono rappresentati da animali feroci, bensì dall’illegalità e dal male.

Mario Molinari, in arte Tedua, è un rapper genovese dal passato difficile: cresciuto senza un padre, costretto a vivere in case in affido, dalla Liguria alla periferia di Milano, ha deciso di narrare nel suo disco “Mowgli – Il Disco della Giungla”, la sua adolescenza passata per strada.

“Adolescenza mia cara, ti canterò fino alla nausea”

Questo dice Tedua in Sangue Misto, open track dell’album, in cui annuncia quale sarà l’argomento principale della sua musica.

Il disco si può definire certamente hip-hop, ma già dai primi ascolti si capisce che è figlio di tantissimi generi musicali, dal cantautorato genovese alla trap francese: in alcuni momenti del disco si può assaporare la poesia tipica di quella scuola genovese che tanto abbiamo amato e in altri la cruda realtà cantata dagli artisti delle banlieue parigine.

Il primo singolo è stato La Legge Del Più Forte, seguito da Burnout; se la prima è una canzone più orecchiabile, che anche come argomenti racchiude tutto il concept del disco, la seconda è un banger, un pezzo in cui Tedua bada più a mostrare le sue skills da rapper che al contenuto vero e proprio.

Biglietti da visita che non tradiscono le aspettative, poichè “Mowgli” è un disco maturo, con un concept ben preciso, ben rappato e molto curato anche dal punto di vista musicale. Le produzioni sono tutte a cura del producer milanese Chris Nolan.

Nella tracklist, da segnalare Sangue Misto e Vertigini, i pezzi più belli e significativi dell’album.

Anche se probabilmente frutto di una scelta dell’artista, la mancanza di una vera e propria hit penalizza un po’ il disco all’orecchio del grande pubblico: in un’epoca nella quale conta più il singolo che l’album, Tedua è andato incontro a un rischio non indifferente.

Ma nonostante ciò, l’album ha debuttato al secondo posto della classifica FIMI, diventando primo dopo due settimane dall’uscita e risultando tra gli album più venduti di quest’anno.

Con questo disco Mario ha voluto sfogarsi parlando di tutti i disagi che ha dovuto sopportare, e della rivincita che si è preso. Adesso, grazie alla musica, può indossare un paio di Balenciaga e sfilare come un modello per l’amico Stefano Gabbana durante la Fashion Week, ma con l’umiltà della consapevolezza di venire dal basso:
E non ho mai avuto niente
Prima di ‘sta vita, prima della firma
Mowgli continua che è tutta salita
.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Creato su WordPress.com.

Su ↑

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: